Ultime News

Arte

Latest Updates

Luxury Frames: al via le riprese del docufilm tra i segreti del cinema nella cornice del Marateale

15:38

 

"Luxury Frames": al via le riprese del docufilm tra i segreti del cinema nella cornice del Marateale. 

MARATEA – Prendono il via tra gli scenari mozzafiato della Basilicata le riprese di “Luxury Frames”, il nuovo docufilm che promette di svelare il volto inedito della settima arte. Ideato e scritto da Monica Bartolucci, che firma la regia insieme a Ciro Tomaiuoli, il progetto è prodotto da Imagine The Stars Srl e Settembre Produzioni Srl.
A fare da sfondo a questa nuova avventura cinematografica saranno l’esclusività dell’Hotel Santavenere e il Grand Hotel Pianeta Maratea, location d'eccezione nel cuore del Marateale – Premio Internazionale Basilicata. Il docufilm non si limiterà a mostrare il fascino delle luci della ribalta, ma accompagnerà il pubblico in un viaggio esclusivo dietro le quinte dei grandi festival, raccontando il lavoro, le emozioni e l'autenticità di chi il cinema lo costruisce ogni giorno.
Il cast tecnico vede la direzione della fotografia di Federico Prosperi, il montaggio di Davide Tipaldi e i costumi curati dalla stylist Beatrice Leotta. Ad inaugurare la serie di interviste che comporranno l'opera saranno tre ospiti di assoluto rilievo: il Dr. Ahmed Al-Othman, figura chiave per le relazioni internazionali dell'Oman Film Society; l'attrice Rossella Ambrosini, pronta a ripercorrere il suo percorso artistico; e il regista Toni D'Angelo, talento affermato e figlio d'arte del grande Nino D'Angelo. Questi primi incontri aprono la strada a un progetto che, strada facendo, svelerà molti altri nomi di spicco del panorama culturale italiano e internazionale.


Triennale di Milano una prima retrospettiva dedicata a Francesco Clemente: Un Artista che con la sua Pittura racconta l'animo umano

11:32

 



Triennale di Milano una prima retrospettiva dedicata a Francesco Clemente: Un Artista che con la sua Pittura racconta l'animo umano.

La Triennale di Milano ospita, fino al 6 settembre 2026, una vasta retrospettiva su Francesco Clemente intitolata 'Francesco Clemente: In Between', curata da Francesca Pietropaolo e Robert Storr in collaborazione con la Vito Schnabel Gallery. L'esposizione presenta oltre 70 opere che ripercorrono la carriera dell'artista dagli anni Settanta a oggi, evidenziando la sua capacità di fondere culture, simbologie orientali e occidentali, e spiritualità nel contesto della "transavanguardia", come analizzato criticamente anche nel saggio di Giovanni Cardone.

Napoli una mostra dedicata a Maria Lai Figura chiave dell'arte italiana del Secondo Novecento

11:24

 


A Napoli una mostra dedicata a Maria Lai Figura chiave dell'arte italiana del Secondo Novecento

Il Museo Madre di Napoli ospita fino al 21 settembre la mostra “Maria Lai. Essere è tessere”, curata da Mónica Amor e Carlos Basualdo in collaborazione con l’Archivio e la Fondazione Maria Lai. La rassegna, supportata dalla ricerca di Giulia Brandinelli, ripercorre oltre sessant’anni di carriera dell’artista sarda (1919-2013). Il percorso espositivo, strutturato in ordine cronologico e tematico, evidenzia la continua sperimentazione dell’autrice con assemblage, tessuti, cuciture, collage e oralità. L’opera di Lai viene così inserita nel dibattito del dopoguerra su astrazione, femminismo e crisi dell’oggetto artistico.
Maria Lai nacque a Ulassai, un piccolo borgo dell’Ogliastra, regione della Sardegna definita dalla nipote Maria Sofia Pisu come “un’isola nell’isola”. La conformazione aspra del territorio, dominato dall’imponente monte Tisiddu, influenzò profondamente la sua poetica, trasformando la terra natia in una presenza viva e talvolta conflittuale. Questo legame si manifestò chiaramente nel 1981 con la celebre operazione di arte ambientale “Legarsi alla montagna”, che coinvolse l'intera popolazione locale e consacrò l’artista a livello internazionale. Nel 2006, la stessa Ulassai ha visto nascere il museo Stazione dell’arte grazie a una cospicua donazione di sue opere.
Le discrete condizioni economiche della famiglia, legate alla professione del padre (unico veterinario della zona), permisero a Lai di studiare fuori dall'isola. Nonostante i dubbi sulle reali prospettive di una carriera artistica, i familiari sostennero sempre il suo percorso formativo. Durante l'adolescenza a Cagliari fu fondamentale l'incontro con lo scrittore e insegnante Salvatore Cambosu, che la avvicinò alla poesia, mentre il pittore futurista Gerardo Dottori le impartì le prime lezioni di scultura.
Nel 1939 Lai si trasferì a Roma per frequentare il Liceo artistico di via Ripetta sotto la guida di Renato Marino Mazzacurati. A causa della guerra, nel 1942 si spostò a Verona e l'anno successivo si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Qui divenne allieva di Arturo Martini, figura cruciale che stava attraversando una profonda crisi creativa, culminata nel 1945 con la pubblicazione del testo teorico “La scultura lingua morta”. Martini esprimeva in quel periodo una forte insofferenza per la tridimensionalità, desiderando rifugiarsi nella pittura e ricercando una "forma universale" che imitasse i ritmi biologici della natura.
Lai assimilò profondamente la lezione del maestro, in particolare l'idea che l'artefice dovesse far respirare la materia "come pane che lievita". Dopo un rientro a Ulassai nel 1945, l'artista lasciò nuovamente la Sardegna a metà degli anni Cinquanta, scossa anche dall'assassinio del fratello Lorenzo in un agguato. Come ricordato in un dialogo del 1977 con Tonino Casula, Lai mantenne sempre un rapporto vitale e nutrizionale con le proprie radici, pur avvertendo la necessità di confrontarsi con altri contesti culturali. Gli studi critici, tra cui un saggio di Rita Ladogana sulle terrecotte realizzate tra il 1994 e il 1996, confermano come la riflessione sugli anni della formazione accademica e sulla scultura sia rimasta un filo conduttore sotterraneo per tutta la sua produzione matura.

Crimea infuocata: il cambio di strategia che sposta l'asse della guerra

11:20


 

LA CRIMEA SOTTO PRESSIONE

Nelle ultime settimane l’esercito ucraino ha concentrato le proprie azioni militari in Crimea. I ripetuti attacchi contro le infrastrutture militari e civili hanno aggravato la situazione al punto che le Autorità della penisola hanno dichiarato lo stato d’emergenza a tempo indeterminato. Soprattutto grazie all’impiego di droni, Kyiv sta colpendo infrastrutture energetiche, ponti, strade, aeroporti e navi russe stanziate nel Mar Nero, in quella che può essere considerata una vera e propria strategia d’assedio.

La Crimea si trova ora parzialmente isolata dalla Federazione Russa
e l’occupazione della regione sta diventando sempre più complessa per Mosca. Le Autorità locali hanno sospeso parte dei servizi ferroviari, imposto restrizioni alle attività turistiche e limitato la vendita di carburante. Sebastopoli, la città più grande della penisola, sta inoltre affrontando una serie di blackout, così come altre località della regione.

Il Mac Pro che non vedremo mai: i piani segreti (e cancellati) di Apple

11:14

 



Apple ha accantonato lo sviluppo di nuovi Mac Pro, inclusi modelli basati su chip Intel (J170) e M3 Ultra (J190), a causa degli elevati costi di produzione e della scarsa differenziazione rispetto al Mac Studio.


Secondo Mark Gurman, l'azienda ha cancellato anche i processori "Extreme" originariamente destinati alla workstation, concentrandosi ora sul Mac Studio con futuri chip M5 Ultra.


Apple aveva pensato a un futuro diverso per il Mac Pro. Prima di eliminarlo definitivamente dal catalogo, l’azienda aveva lavorato su almeno due nuove versioni, una delle quali ancora basata su processori Intel nonostante la transizione verso Apple Silicon fosse già iniziata. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, il modello con nome in codice J170 avrebbe dovuto mantenere in vita la piattaforma Intel per alcuni utilizzi professionali specifici. Non è chiaro quali fossero, ma è plausibile che Apple volesse coprire quei settori ancora legati a software, schede e periferiche non compatibili con i suoi chip.


L’altro progetto, identificato come J190, prevedeva invece un Mac Pro con M3 Ultra. Il lancio era stato programmato insieme a quello del Mac Studio con lo stesso chip, all’inizio del 2025, ma non è mai arrivato sul mercato. Il Mac Pro è rimasto quindi fermo all’M2 Ultra del 2023, mentre il Mac Studio ha continuato a essere aggiornato. Anche il prezzo rendeva ormai difficile difenderne il posizionamento: costava circa il doppio, ma offriva prestazioni molto simili e margini di espansione ben inferiori rispetto ai vecchi modelli Intel.


Apple lo ha rimosso dal proprio sito a marzo, indirizzando di fatto gli utenti professionali verso il Mac Studio. All’inizio, però, l’azienda aveva previsto anche un chip più potente della serie Ultra. Gurman riferisce che erano stati sviluppati sia M2 Extreme sia M3 Extreme, con un numero di core CPU e GPU doppio rispetto alle rispettive versioni Ultra. Sarebbero stati processori adatti proprio al Mac Pro, ma Apple avrebbe deciso di cancellarli per i costi elevati e per una domanda ritenuta troppo bassa. Un chip di quelle dimensioni sarebbe stato difficile da sostenere economicamente su un prodotto destinato a volumi molto ridotti.


Senza un processore esclusivo, il Mac Pro era diventato sempre più difficile da distinguere dal Mac Studio. Il formato modulare restava, ma CPU e memoria non erano aggiornabili e buona parte del vantaggio delle generazioni precedenti era andata persa. Al momento non sarebbero previsti nuovi Mac Pro e Gurman ritiene improbabile un ritorno del modello, almeno nel prossimo futuro. Apple continuerà invece a puntare sul Mac Studio: una nuova generazione con chip M5 Ultra potrebbe arrivare già nel corso dell’autunno.


Fedez ricoverato all'Humanitas: come sta il rapper? Giulia Honegger sceglie il silenzio (come Chiara Ferragni)

11:43


 


Fedez ricoverato all'Humanitas: come sta il rapper? Giulia Honegger sceglie il silenzio (come Chiara Ferragni)


Fedez ricoverato: il trasferimento all'Humanitas e il silenzio social di Chiara Ferragni
La salute di Fedez torna a far preoccupare i fan e a riempire le pagine di cronaca. Tutto è iniziato improvvisamente nella notte tra il 19 e il 20 luglio, quando il rapper è stato trasportato d'urgenza al Fatebenefratelli di Milano. Il motivo del primo ricovero sarebbe legato a una vecchia ulcera gastrica tornata a dare problemi. La situazione ha subito un’evoluzione il giorno successivo, verso metà pomeriggio, con un trasferimento lampo e riservato.
Il cantante è stato infatti spostato all'Humanitas di Rozzano, una struttura che l'artista conosce bene per via di alcuni controlli effettuati nel 2024. Per evitare l'assalto dei fotografi e dei curiosi, l'ingresso in clinica è avvenuto senza passare dalla porta principale. Al momento non ci sono bollettini medici ufficiali sul suo stato di salute attuale. Le poche indiscrezioni trapelate parlano comunque di una situazione gestibile, sotto controllo e senza particolari allarmi.
A rendere l'intera vicenda sorprendente è il netto contrasto con i giorni immediatamente precedenti al malore. Sui suoi profili social, Fedez aveva mostrato immagini di assoluta serenità domestica e familiare. Negli scatti appariva felice accanto al piccolo Edoardo Lupo, il figlio appena nato, e alla compagna Giulia Honegger. Nulla lasciava presagire un crollo fisico così improvviso, che riaccende i riflettori su un percorso clinico purtroppo già lungo e complesso.
L'entourage più stretto del cantante ha scelto la linea del totale silenzio stampa e digitale. La stessa compagna Giulia Honegger ha preferito non esporsi in alcun modo per proteggere la privacy della famiglia. Questa decisione è vista dagli esperti di comunicazione come un tentativo strategico di spegnere i riflettori mediatici. Nel frattempo, a far discutere il web è anche l'inatteso comportamento social adottato dall'ex moglie del rapper.
Da quando è emersa la notizia del ricovero, Chiara Ferragni ha quasi azzerato la sua presenza online. Un fatto decisamente insolito per un’influencer abituata a documentare ogni istante della sua giornata. Il pubblico si divide sulle ragioni di questa assenza: molti la leggono come una forma di rispetto per l'ex marito. Altri, invece, alimentano voci di gossip su un presunto contatto telefonico di vicinanza avvenuto tra i due in ospedale.

Hailey Bieber fa scuola: il look estivo da copiare subito è mini e floreale

11:39

 



Hailey Bieber fa scuola: il look estivo da copiare subito è mini e floreale

Hailey Bieber anticipa i trend: il mini dress a fiori è il must-have dell'estate 2026
Basta uno scatto rubato all'uscita di una cena per capire quale direzione stia prendendo il guardaroba estivo delle fashion insider più seguite al mondo. Hailey Bieber − It girl per eccellenza e regina indiscussa dello street style globale − questa volta sceglie di stupire tutti. La modella e imprenditrice ha deciso di contaminare il suo iconico minimalismo contemporaneo con un tocco decisamente più romantico, zuccherino e rétro.
Il risultato è un look magnetico che gioca sapientemente sull'equilibrio delicato tra la tendenza del lingerie dressing e la massima semplicità strutturale. L'intera mise cattura l'attenzione senza mai risultare eccessiva, pesante o volgare, confermando la modella come bussola di stile per la stagione calda.
Il protagonista assoluto della mise notturna è un mini dress satinato nell'intensa sfumatura color borgogna, una nuance profonda e sofisticata. Il capo è impreziosito da una micro stampa floreale ton sur ton e da delicati inserti di pizzo scuro posizionati all around. Proprio questo dettaglio tecnico regala all'abito quel tocco nostalgico in perfetto stile anni Novanta che oggi fa davvero la differenza.
Per completare l'opera e spezzare la sensualità del vestito, Hailey ha optato per un paio di sandali infradito ultra flat. Questa calzatura minimal azzera la formalità dell'abito da sera, regalando un’aria rilassata, fresca e tipicamente estiva all'intero ensemble. Gli accessori scelti sono ridotti al minimo: una borsa a spalla essenziale e gioielli dorati sottili per illuminare il décolleté.
La scelta stilistica della Bieber lancia un messaggio chiaro al mercato della moda: l'estate 2026 abbandona gli eccessi fluo. La tendenza dominante premia la fluidità dei tessuti lucidi, l'eleganza delle sfumature vinaccia e la comodità democratica delle scarpe rasoterra. Questo outfit dimostra come l'estetica "cool girl" possa evolversi unendo il comfort quotidiano a dettagli luxury e accenti iper-femminili.
Le case di moda e i brand fast fashion stanno già cavalcando l'onda di questo avvistamento di stile. I motori di ricerca registrano un picco di click per le parole chiave legate ad abiti sottoveste corti. Il look è facilissimo da replicare e si adatta a diverse occasioni, dall'aperitivo in spiaggia alla cena formale in città.

Roma una retrospettiva dedicata a Robert Mapplethorpe uno dei Grandi Maestri della Fotografia del Novecento

11:29

 



Roma una retrospettiva dedicata a Robert Mapplethorpe uno dei Grandi Maestri della Fotografia del Novecento


Fino al 4 ottobre 2026, il Museo dell’Ara Pacis a Roma ospita "Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza", una retrospettiva curata da Denis Curti che esplora il concetto di perfezione formale attraverso oltre 200 fotografie.

La mostra, organizzata con la Robert Mapplethorpe Foundation, espone ritratti celebri, nudi, fiori e autoritratti, integrando il percorso con due sculture classiche dei Musei Capitolini. Come analizzato da Giovanni Cardone, l'esposizione evidenzia la ricerca della "quiddità" del soggetto e il rigore compositivo dell'artista, attivo dagli anni Settanta, nel suo uso dell'Hasselblad 500.

Museo dell’ Ara Pacis di Roma
Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza
dal 29 Maggio 2026 al 4 Ottobre 2026
dal Lunedì alla Domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.30
Robert Mapplethorpe all'Ara Pacis | Foto: © Wps
Fonte : Ufficio stampa mostra Giulia Zanichelli

Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) condannato in via definitiva a 14 anni

17:39

 


Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) condannato in via definitiva a 14 anni

La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni di Grinzane Cavour (Cuneo) che nel 2021 uccise due rapinatori e ne ferì un terzo. I giudici della prima sezione penale hanno respinto il ricorso della difesa, mettendo la parola fine a un caso giudiziario che ha profondamente diviso l'opinione pubblica italiana sul tema della legittima difesa. Poco dopo la firma dell'ordine di carcerazione, l'uomo si è costituito presso il carcere di Bollate.

La ricostruzione della vicenda
I fatti risalgono alla sera del 28 aprile 2021 presso la gioielleria Roggero, situata nella frazione Gallo di Grinzane Cavour. Tre malviventi – Giuseppe Mazzarino, Andrea Spinelli e Alessandro Modica – fecero irruzione nel negozio armati di coltello e di una pistola (rivelatasi poi finta), minacciando il commerciante, la moglie e la figlia per farsi consegnare i preziosi.
Le telecamere di sicurezza hanno documentato le fasi successive all'assalto:
  • I rapinatori avevano già guadagnato l'uscita e si stavano dirigendo verso la loro auto.
  • Mario Roggero li inseguì in strada armato della propria pistola.
  • Il gioielliere esplose diversi colpi contro i fuggitivi.
  • Mazzarino e Spinelli morirono sul colpo, mentre Modica rimase ferito.
Perché i giudici hanno escluso la legittima difesa
La tesi difensiva ha sempre fatto leva sulla reazione emotiva e sulla necessità di proteggere la famiglia, sostenendo lo stato di legittima difesa o l'eccesso colposo. Le sentenze dei tre gradi di giudizio hanno però ribaltato questa visione.
Nelle motivazioni della Corte d'Assise d'Appello di Torino – ora convalidate dalla Cassazione – viene evidenziato che gli spari sono avvenuti quando il pericolo non era più attuale. I rapinatori erano ormai all'esterno del locale e stavano scappando; per tale ragione l'azione del negoziante è stata qualificata giuridicamente come una condotta omicida e non di difesa. Dopo la condanna in primo grado a 17 anni, l'Appello aveva ridotto la pena a 14 anni e 9 mesi per il parziale risarcimento dei danni, misura ora diventata irrevocabile.
Le reazioni e il dibattito politico
La sentenza definitiva ha riacceso il forte dibattito politico tra chi invoca una totale impunità per chi reagisce ai furti e chi difende il principio di proporzionalità della legge. Subito dopo la diffusione del verdetto, il gioielliere ha pubblicato un video social in cui salutava i propri familiari prima dell'arresto. Sul fronte istituzionale, il caso è arrivato fino al Quirinale: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il Ministro della Giustizia Carlo Nordio per un colloquio in cui è stato ribadito che la concessione della grazia resta una facoltà esclusiva del Capo dello Stato.

Luxury Frames, il docufilm al Marateale vede protagonisti Ragazzini e Grumelli

16:50


 

Luxury Frames, il docufilm al Marateale vede protagonisti Ragazzini e Grumelli 

Il Marateale, diretto artisticamente da Nicola Timpone, sarà la prestigiosa cornice di Luxury Frames, il nuovo docufilm scritto e ideato da Monica Bartolucci, prodotto da Imagine the Stars Srl e Settembre Produzioni Srl, con la regia di Monica Bartolucci e Ciro Tomaiuoli. Il progetto sarà girato tra Maratea e l'Hotel Santavenere, raccontando il cinema da una prospettiva inedita: quella che si vive dietro le quinte.

A guidare il racconto saranno gli attori Giulia Ragazzini e Reyson Grumelli, due giovani interpreti che negli ultimi anni hanno costruito un percorso artistico in continua crescita, alternando cinema, televisione e docufilm.

Giulia Ragazzini, tra i volti emergenti della nuova generazione di attrici italiane, ha preso parte ai film Il meglio di te, Poveri noi e Storia di una Mistress, oltre ad aver maturato experiences in programmi televisivi e radiofonici Rai. Insieme a Reyson Grumelli è inoltre tra gli interpreti del docufilm L'abito e l'anima – Il filo invisibile, diretto da Walter Garibaldi, ed entrambi sono reduci dal docufilm Bubuset. In Luxury Frames interpreta uno dei ruoli principali.

Reyson Grumelli, attore, modello e conduttore televisivo, è protagonista di numerose produzioni cinematografiche e televisive, tra cui Nonna ci produce un film, Un posto sicuro, Katabasis, L'abito e l'anima – Il filo invisibile e Storia di una Mistress, oltre all'esperienza come co-conduttore di Love Game su Rai 2 e alla partecipazione alla serie internazionale FBI: International.
Anche lui è reduce dal docufilm Bubuset. In Luxury Frames interpreta il ruolo maschile principale. Il film Storia di una Mistress, che vede Reyson Grumelli protagonista maschile al fianco di Alice Carollo e Giulia Ragazzini tra le interpreti del cast, sarà presentato con una proiezione speciale al Marateale il 23 luglio alle ore 22:30 a Trecchina, prima della distribuzione nelle sale cinematografiche e del successivo approdo su Prime Video e altre importanti piattaforme internazionali.

Dal punto di vista tecnico, Luxury Frames si avvale della direzione della fotografia di Federico Prosperi, del montaggio di Davide Tipaldi e della cura dell'immagine, del trucco e del parrucco affidata alla stylist Beatrice Leotta. Attraverso interviste a registi, attori, produttori, distributori e giornalisti, Luxury Frames offrirà uno sguardo esclusivo sul mondo del cinema, raccontando ciò che accade prima, durante e dopo il festival.



Ora è ufficiale: OnePlus abbandona l'Europa e segna la fine di OxygenOS

17:42

 


Ora è ufficiale: OnePlus abbandona l'Europa e segna la fine di OxygenOS

La notizia che molti appassionati di tecnologia temevano è ora una certezza: OnePlus abbandona ufficialmente il mercato europeo e nordamericano. La conferma è arrivata direttamente dall'azienda tramite un comunicato nel forum ufficiale e sul proprio sito. Questo passaggio non comporta solo il blocco immediato del lancio di nuovi dispositivi in Occidente, ma sancisce anche la morte definitiva di OxygenOS, l'interfaccia Android personalizzata che ha fatto la storia del brand.
Il marchio confluirà interamente nelle dinamiche del gruppo di appartenenza, lasciando che sia OPPO a gestire il mercato occidentale.

Addio ai "Flagship Killer": i motivi della resa
Fondata come una scommessa per sfidare i giganti del settore con smartphone ad alte prestazioni e prezzi competitivi, OnePlus ha progressivamente modificato la sua identità dopo la fusione con OPPO. I segnali di una ritirata strategica erano emersi già nei mesi scorsi, tra dispute legali sui brevetti e un drastico calo dell'appeal tra i puristi del brand.
La decisione finale si inserisce in una profonda riorganizzazione del conglomerato cinese BBK Electronics:
  • Focalizzazione sui mercati chiave: OnePlus concentrerà i propri investimenti e la ricerca esclusivamente in Cina.
  • Semplificazione del catalogo: Riduzione dei costi di distribuzione e marketing globale a favore di un unico brand di punta in Occidente, ovvero OPPO.
  • Unificazione software: Chiusura dei rami di sviluppo paralleli per tagliare le spese operative.

La fine di OxygenOS: si passa a ColorOS
Il colpo più duro per la community storica è la chiusura ufficiale del progetto software. Nata come una delle ROM più veloci, pulite e vicine all'esperienza Android stock, OxygenOS aveva già perso parte della sua unicità negli ultimi anni a causa della progressiva condivisione del codice con la personalizzazione di OPPO.
Con questa ritirata commerciale, lo sviluppo di OxygenOS cessa del tutto. I futuri dispositivi dell'azienda e tutti i modelli compatibili che riceveranno il prossimo importante aggiornamento di sistema (basato su Android 17) passeranno definitivamente a ColorOS. La transizione coinvolgerà parzialmente anche i dispositivi controllati da Realme nei mercati asiatici, confermando la volontà del gruppo di uniformare l'esperienza software sotto un unico ecosistema.

Cosa cambia per chi possiede già uno smartphone OnePlus?
Nonostante lo stop alle vendite dei nuovi modelli, l'azienda ha voluto rassicurare i consumatori europei attuali. La gestione del post-vendita seguirà linee guida precise per non lasciare gli utenti privi di tutele:
ServizioGestione e Condizioni
Garanzia legaleRimane valida e attiva secondo le normative europee vigenti.
Assistenza tecnicaSarà presa in carico direttamente dalle strutture e dai centri di riparazione ufficiali di OPPO.
Aggiornamenti di sicurezzaGarantiti regolarmente per tutto il ciclo di vita promesso al momento dell'acquisto.
Passaggio di sistemaLa migrazione a ColorOS 17 sarà proposta ai dispositivi compatibili, ma l'azienda ha specificato che gli utenti potranno scegliere se mantenere la vecchia versione di OxygenOS.
Con questa mossa cala definitivamente il sipario su un'era d'oro della telefonia mobile. La scomparsa di OnePlus riduce la competitività nella fascia alta in Europa, lasciando agli appassionati di software minimale un mercato europeo sempre più polarizzato tra pochissimi player.
 
Copyright © Sky News 24. Designed by OddThemes