Federico Vella era stato in cura da uno psichiatra: ma in due anni solo due visite. A un amico disse: «Lì ci vanno i matti, io voglio che Lorena torni con me»
Federico Vella da quindici anni era in cura da uno psichiatra. E il giorno prima di uccidere l’ex fidanzata Lorena Isceri, sequestrata e gettata da un viadotto dell’autostrada tra Firenze e Bologna giovedì scorso, era andato da lui proprio per parlare di quella storia che dopo due anni era arrivata al capolinea: o meglio, questo è ciò che lui aveva spiegato allo psichiatra al quale si rivolgeva in caso di bisogno. Quell’ultimo incontro è stato soprattutto uno sfogo. Evidentemente le ultime settimane erano state molto pesanti. E dopo aver realizzato che Lorena non sarebbe tornata sui suoi passi aveva sentito il bisogno di raccontare quello che gli stava accadendo allo psichiatra che conosceva da quando aveva vent’anni.
Col tempo gli appuntamenti si erano diradati e negli ultimi due anni Federico si era fatto vedere nello studio medico solo due volte. «Era relativamente tranquillo», le parole dello psichiatra, che ha chiesto di restare anonimo, in un’intervista all’inviato del Tg1 Giuseppe La Venia. Ripete quel «relativamente» come a voler sottolineare che forse non lo era troppo.
«Sono rimasto assolutamente sconvolto — prosegue — quando ho saputo quello che aveva fatto, non me l’aspettavo minimamente e non c’erano segnali che potessero far temere quello che è poi accaduto».
Fino alla settimana scorsa, ha spiegato, Federico Vella non era una persona potenzialmente violenta o pericolosa. Nell’incontro aveva parlato solo del rapporto con Lorena, aveva spiegato che aveva accettato di fare terapia di coppia ma che non c’erano stati i risultati sperati perché a lui non era piaciuto lo psicoterapeuta. «Sei pagato per farci lasciare» gli avrebbe detto Vella prima di andare via sbattendo la porta, secondo quanto riferito dalla mamma di Lorena agli investigatori della squadra mobile.
Che a Vella avessero diagnosticato una malattia psichiatrica o no, quello che è certo è che nelle ultime settimane era molto agitato. «Non si rassegnava a perdere quella che definiva la sua prima storia importante», le parole di un amico. Raccontava che Lorena l’aveva tradito e che lui stava facendo di tutto per ritornare con lei. La chiamava continuamente, la cercava anche in palestra ma lei per Ferragosto era andata via da Firenze e aveva anche smesso di rispondere al telefono. La mamma di Lorena ha invece raccontato che era stata sua figlia ad aprile a scoprire da alcuni messaggi che lui aveva perso la testa per un’altra donna e per questo aveva deciso di chiudere la storia. Durante una lite ad agosto lui l’avrebbe minacciata con un coltello. Un amico, vedendolo così agitato, gli aveva consigliato di andare dallo psicologo ma la sua risposta era stata netta: «Dallo psicologo ci vanno i matti, io sto bene, voglio solo convincerla a ritornare con me».
Federico Vella da quindici anni era in cura da uno psichiatra. E il giorno prima di uccidere l’ex fidanzata Lorena Isceri, sequestrata e gettata da un viadotto dell’autostrada tra Firenze e Bologna giovedì scorso, era andato da lui proprio per parlare di quella storia che dopo due anni era arrivata al capolinea: o meglio, questo è ciò che lui aveva spiegato allo psichiatra al quale si rivolgeva in caso di bisogno. Quell’ultimo incontro è stato soprattutto uno sfogo. Evidentemente le ultime settimane erano state molto pesanti. E dopo aver realizzato che Lorena non sarebbe tornata sui suoi passi aveva sentito il bisogno di raccontare quello che gli stava accadendo allo psichiatra che conosceva da quando aveva vent’anni.
Col tempo gli appuntamenti si erano diradati e negli ultimi due anni Federico si era fatto vedere nello studio medico solo due volte. «Era relativamente tranquillo», le parole dello psichiatra, che ha chiesto di restare anonimo, in un’intervista all’inviato del Tg1 Giuseppe La Venia. Ripete quel «relativamente» come a voler sottolineare che forse non lo era troppo.
«Sono rimasto assolutamente sconvolto — prosegue — quando ho saputo quello che aveva fatto, non me l’aspettavo minimamente e non c’erano segnali che potessero far temere quello che è poi accaduto».
Fino alla settimana scorsa, ha spiegato, Federico Vella non era una persona potenzialmente violenta o pericolosa. Nell’incontro aveva parlato solo del rapporto con Lorena, aveva spiegato che aveva accettato di fare terapia di coppia ma che non c’erano stati i risultati sperati perché a lui non era piaciuto lo psicoterapeuta. «Sei pagato per farci lasciare» gli avrebbe detto Vella prima di andare via sbattendo la porta, secondo quanto riferito dalla mamma di Lorena agli investigatori della squadra mobile.
Che a Vella avessero diagnosticato una malattia psichiatrica o no, quello che è certo è che nelle ultime settimane era molto agitato. «Non si rassegnava a perdere quella che definiva la sua prima storia importante», le parole di un amico. Raccontava che Lorena l’aveva tradito e che lui stava facendo di tutto per ritornare con lei. La chiamava continuamente, la cercava anche in palestra ma lei per Ferragosto era andata via da Firenze e aveva anche smesso di rispondere al telefono. La mamma di Lorena ha invece raccontato che era stata sua figlia ad aprile a scoprire da alcuni messaggi che lui aveva perso la testa per un’altra donna e per questo aveva deciso di chiudere la storia. Durante una lite ad agosto lui l’avrebbe minacciata con un coltello. Un amico, vedendolo così agitato, gli aveva consigliato di andare dallo psicologo ma la sua risposta era stata netta: «Dallo psicologo ci vanno i matti, io sto bene, voglio solo convincerla a ritornare con me».

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