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Diego Basso Plays Queen Special guest Stef Burns

11:37

 “Diego Basso Plays Queen” ritorna al Teatro Romano di Verona. 

Special guest Stef Burns





Torna a gran richiesta il 6 settembre 2024 ore 21.30, al Teatro Romano di Verona “DIEGO BASSO PLAYS QUEEN”, un concerto dedicato ai brani che hanno fatto la storia del rock, riarrangiati per orchestra ritmico sinfonica.

Dopo il sold out del 2023, al Teatro Romano ritorna “Diego Basso Plays Queen”, evento curato e promosso dell’associazione veronese Chiave di Solidarietà. Il ricavato della serata sarà interamente destinato all’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) di Verona per la ricerca sulla sclerosi multipla e per il sostegno agli ammalati e alle loro famiglie.



Sul palco ad emozionare il pubblico nel suggestivo Teatro Romano di Verona, il Maestro Diego Basso, il direttore d’orchestra che “suona” i Queen. Con lui l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, le voci di Art Voice Academy - Anna Danieli, Barbara Lorenzato, Sonia Fontana, Claudia Ferronato, Lorenzo Menegazzo, Matteo Simioni, Manolo Soldera e la voce lirica Claudia Sasso soprano. Special guest il chitarrista di fama internazionale Stef Burns

Foto di M.Cristina Napolitano

Tra i brani che saranno eseguiti nel corso del concerto, da un anno in tour in tutta Italia: gli inni rock “Bohemian Rhapsody”, “We Will Rock You”, “We Are the Champions”, “Somebody to love”, “These are the day of our lives”, “The Show Must Go On” oltre a tre duetti con la voce lirica del soprano Claudia Sasso ed il solista Manolo Soldera, tra cui “Barcelona”.

La produzione di Diego Basso Plays Queen è di 
Icona e 
AVA Sound Live Music

Biglietti
Ticketone
https://www.ticketone.it/event/diego-basso-plays-queen-special-guest-stef-burns-teatro-romano-18669443/

Box Office Live
https://www.boxofficelive.it/index.cfm/it/eventi/musica/DIEGO-BASSO-PLAYS-QUEEN-2024/

Info
ufficiostampa@diegobasso.com






Live Reportage: PAOLO FRESU al Teatro Romano di Verona

11:15



PAOLO FRESU al Teatro Romano di Verona, 22 giugno 2022


Paolo Fresu, il più importante trombettista italiano, ha portato al Teatro Romano il concerto Ferlinghetti inaugurando Verona Jazz 2022. Il concerto ha visto l’esecuzione della colonna sonora del docufilm “The Beat Bomb”, realizzato dal regista Ferdinando Vicentini Orgnani. 

Il trombettista si è esibito con il suo nuovo trio composto da: Dino Rubino, pianoforte; Marco Bardoscia, contrabbasso e Carlo Maver, bandoneon 


Ecco le foto della serata


Grazie ad IMARTS, Eventi Verona ed Estate Teatrale Veronese per la disponibilità ed accoglienza.

Testo e foto by Maria Cristina Napolitano - Courtesy by A.N.L.








Banco Del Mutuo Soccorso Transiberiana Il Viaggio Continua

18:57
Banco Del Mutuo Soccorso


L'immagine può contenere: testo


Banco Del Mutuo Soccorso
Transiberiana..Il Viaggio Continua

2 settembre Verona, Teatro Romano
1 novembre Velletri, Teatro Artemisio
7 novembre Brescia, Dis_Play Brixia Forum
8 novembre Milano, Teatro dal Verme
16 novembre Torino, Teatro Colosseo
5 febbraio Genova, Politeama Genovese


Special Guest: GIANNI NOCENZI
Dopo il grande entusiasmo con cui è stato accolto il recente album “Transiberiana” (Inside Out Music/Sony Music Group), il Banco del Mutuo Soccorso si esibirà a Verona il 2 settembre, al Teatro Romano.

Il pubblico avrà modo di ascoltare, per la prima volta dal vivo, i brani che compongono il nuovo lavoro, riflesso di tutta la carriera del Banco e di ciò che la band è al giorno d’oggi, l’altra faccia di una storia che continua e che fa proprio il tempo nuovo. Il concerto di Verona sarà anche l’occasione per riascoltare le composizioni più famose del Banco, quelle che hanno reso il gruppo uno dei punti di riferimento del rock progressive.
Un ritorno molto atteso, dopo le dolorose vicissitudini degli ultimi anni. Il gruppo, guidato dal carismatico leader Vittorio Nocenzi, tornato per ribadire il proprio ruolo storico di protagonisti della scena prog italiana ed internazionale, è riuscito appieno nell’intento. Sia il pubblico che la critica hanno accolto calorosamente il nuovo lavoro di inediti, a dimostrazione del fatto che il Banco ha ritrovato nuova linfa vitale e rinnovata energia, e che la sua storia continua, fortificata dalla vena creativa ancora intatta di Nocenzi, e dal contributo fondamentale di una famiglia di musicisti all’apice della loro maturità, e consapevoli nel ricreare attraverso il nuovo quel che pareva unico e mai più ripetibile.
“Transiberiana” segna il ritorno discografico del Banco a 25 anni di distanza dall’ultimo album da studio, “13”, pubblicato nel 1994. Il nuovo album ha debuttato al secondo posto nella classifica dei vinili e al diciannovesimo di quella generale, tra i dischi più venduti in Italia.
Quarantasei anni intercorrono tra il “Salvadanaio” e “Transiberiana”, anni di mutamenti profondi nella società, nel costume e nel gusto. Cambiamenti percepibili nel nuovo lavoro, senza che però il Banco abbia perso la sua essenza originale, il suo approccio fuori dagli schemi, lontano dal luogo comune, d’avanguardia pur mantenendo un legame viscerale con le radici della musica.
Il Banco del Mutuo Soccorso è guidato fin dagli esordi da Vittorio Nocenzi (pianoforte, tastiere e voce), e con lui saranno sul palco Filippo Marcheggiani (chitarra elettrica) da più di vent’anni nel gruppo, Nicola Di Già (chitarra ritmica) con la band da diverse stagioni, Marco Capozi (basso) volto noto ai fan del prog per la sua militanza nel Balletto di Bronzo, Fabio Moresco (batteria) ex componente del gruppo rock progressive Metamorfosi, e Tony D’Alessio (lead vocal), da anni nell’orbita Banco e che raccoglie la pesante eredità di Francesco Di Giacomo, senza mai scadere nell’emulazione, tracciando invece una linea stilistica personale, nel segno della continuità ma anche del rinnovamento.


CATHERINE DENEUVE 6 GIUGNO 2018 AL FESTIVAL DELLA BELLEZZA DI VERONA

13:56
CATHERINE DENEUVE



CATHERINE DENEUVE

protagonista al FESTIVAL DELLA BELLEZZA

Una Diva come un'opera d'arte

6 giugno 2018 Teatro Romano, Verona

L'immagine simbolo del fascino nel cinema d'arte ospite del Festival della Bellezza, in scena a Verona dal 27 maggio al 10 giugno.

Arriva a Verona una delle più grandi Star della storia del cinema. Il 6 giugno, ospite del Festival della Bellezza, va in scena al Teatro Romano Catherine Deneuve, massima espressione tra le dive del connubio artistico tra estetica e cultura, musa e interprete del cinema surrealista e della Nouvelle Vague, protagonista in pietre miliari dell'arte cinematografica come le opere di Buñuel e Truffaut. Un'occasione unica per incontrare un'artista la cui immagine è l'icona di una grande stagione del cinema d'autore, emblema di stile, intrigante bellezza e eleganza; misteriosa al limite dell'enigma, intellettuale e glamour, algida e sensuale, indipendente e disinvoltamente raffinata, è tra i personaggi più celebri, affascinanti e ammirati dell'ultimo secolo, tanto da poter pronunciare con ironia e nonchalance la celebre frase di proverbiale autoreferenzialità.

Nell'evento "Una Diva come un'opera d'arte", tramite la proiezione di sequenze di suoi film, l'attrice ripercorre col noto critico Gianni Canova la carriera e gli incontri con artisti che hanno segnato la storia del cinema, dagli esordi con Roger Vadim alle recenti collaborazioni con François Ozon e Lars von Trier, accanto ad attori come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Omar Sharif, Jack Lemmon, Gene Hackman, Alain Delon, Jean-Paul Belmondo. Figlia e sorella d'arte, a poco più di vent'anni è già protagonista di film premiati ai principali festival internazionali: dal musical Les Parapluies de Cherbourg Palma d'Oro a Cannes, a Repulsione di Roman Polanski gran premio della Giuria al Festival di Berlino, al capolavoro surrealista Bella di giorno di Luis Buñuel, Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia; interpretazione entrata nell'immaginario artistico di una generazione, considerata dalla critica tra le migliori della storia del cinema. Con una personalità magnetica, ambigua, altera e disincantata ha connotato personaggi di ogni età, in ruoli spesso non convenzionali, come nei film di François Truffaut La mia droga si chiama Julie e L'ultimo metrò, o con altri maestri del cinema come Claude Lelouch, Dino Risi o Mario Monicelli. Come tutti i grandi, è riduttivo rapportarli ai premi, ma ha vinto i più prestigiosi, dal César, al David di Donatello, alla Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia, all'Orso d'Oro alla carriera al Festival di Berlino.

L'evento è un altro appuntamento internazionale del "Festival della Bellezza", giunto alla sua V edizione, affermatosi in pochi anni tra le principali manifestazioni nazionali con oltre 50.000 presenze, teatri esauriti, eventi ideati in format teatrale, concerti e spettacoli unici o in anteprima nazionale, in contesti di grande storia e suggestione come il Teatro Romano, il rinascimentale Giardino Giusti e l'Arena. Promosso dal Comune di Verona, è organizzato dall'associazione Idem con la direzione artistica di Alcide Marchioro. Gli eventi già annunciati della prossima edizione: apre il 27 maggio uno dei massimi innovatori mondiali della musica contemporanea, il compositore Philip Glass, con un concerto unico al Teatro Romano; il 7 giugno sarà protagonista Morgan con un concerto-tributo all'arte poetica di De André ideato per il festival.

Il programma completo delle due settimane del festival sul sito www.festivalbellezza.it.


Faber poeta in musica MORGAN 7 giugno 2018 Teatro Romano VR

18:40
MORGAN



Faber poeta in musica

MORGAN
canta FABRIZIO DE ANDRÉ

il tributo del Pirata al Poeta della canzone italiana

CONCERTO EVENTO UNICO

FESTIVAL DELLA BELLEZZA

7 giugno 2018 / Teatro Romano, Verona




Le "poesie in musica" di Faber:

dalla Canzone dell'amore perduto a Amico fragile e Il suonatore Jones,

in un personale omaggio nota per nota, verso per verso.


Morgan al Festival della Bellezza – giovedì 7 giugno 2018 – con un omaggio intimo e personale all'arte poetica di Fabrizio De André. 
Un evento unico, ideato appositamente per la V edizione del Festival
in scena a Verona dal 27 maggio al 10 giugno.

Un percorso ricercato attraverso le note e i testi del cantautore genovese, vestiti di nuovi arrangiamenti e interpretazioni che tessono con filo raffinato l'affascinante alternarsi e copresenza di stili, classico e barocco, rock e sinfonico, epico e lirico.

Da artista trasformista, sopra e dentro le righe, estroso e colto musicista, Morgan si immerge nel pathos e nei personaggi delle canzoni, celebri e emblematici come il soldato Piero o il musicista Jones, e l'amore stesso, che viene e va, o perduto per sempre. Con eleganza e originalità affronta i temi e i sentimenti cari a Faber: la spiritualità e la guerra, la follia e gli amori, riflessi di un universo musicale e poetico variegato e ricco di un'umanità a cui De André ha saputo dare voce, elevando la canzone a prestigiosa forma d'arte, alla stregua dell'opera sinfonica, o il romanzo o la pièce teatrale.

Tutto nel segno dell'arte poetica e musicale: la chitarra acustica incontra le sonorità degli archi e dei sintetizzatori, il piano elettrico entra a scandire le note, mentre alcuni brani si dilatano, assumono forme nuove, per spostare ancor più l'accento sulla pura poesia dei testi.

Grande studioso e interprete della canzone d'autore italiana, Morgan si approccia a De André con l'ammirazione del collega e la riverenza di chi riconosce la potenza espressiva del genio. Nell'atteggiamento spregiudicato e indipendente dei due diversi artisti c'è molta più comunanza che distacco, al di là delle differenze stilistiche. Il Pirata della canzone e il Poeta si erano già incontrati nel 2005, alla seconda incisione da solista di Morgan, quando sotto l'egida di Dori Ghezzi l'album di Fabrizio De André Non al denaro non all'amore né al cielo era tornato in vita ad opera del fondatore dei Bluvertigo. Le direzioni ostinate e contrarie del giovane ribelle glamour e dell'anarchico poeta della canzone italiana confluiscono in un cover concept album senza precedenti: la riproposizione ex novo di un intero disco a tributo di un artista si verifica per la prima volta. L'operazione di Marco Castoldi sull'opera di De André ispirata all'Antolologia dello Spoon River di Edgar Lee Masters è impresa di analisi oltre che omaggio, l'esegesi compiuta da un autore di canzoni al padre della canzone d'autore. Il suo approfondimento nota per nota, verso per verso, ricrea l'opera del cantautore genovese invece che semplicemente riprodurla.

Il connubio poggia su un'ammirazione consolidata negli anni che scavalca le generazioni, mettendo in scena una sorta di collaborazione postuma a superare quella mancata per limiti di età. Non a caso l'opera riproposta da Morgan nel 2005 tratta della raccolta poetica di epitaffi più famosa al mondo. Anche l'omaggio che Morgan propone al Teatro Romano di Verona il 7 giugno per il Festival della Bellezza è incentrato sull'arte poetica di De André, suddividendo in tre fasi la produzione del cantautore genovese, con altri poeti ispiratori, da Dante, Angiolieri e Villon agli esordi, a Brassens, Cohen e Dylan, fino alla collaborazione con Ivano Fossati. Poesia, anche musicale: come sottolinea Morgan, in De André la musica non è funzionale al testo, è musica fine a se stessa, ed è ricca, come quella di pochi altri al mondo.

Morgan ripercorrerà quelle che considera tre fasi: la prima, quella delle canzoni sparse, in cui De André riprende i vecchi madrigali, le forme antiche, le canzoni dei trovatori, l'epoca della poesia cui si ispira come testo e struttura; la seconda, quella dei concept album, dove l'idea si sviluppa nell'arco del disco sia per legame letterario che musicale, organismi interi, immaginifici, qualcosa di simile a un film senza film, solo colonna sonora, in cui ogni brano è un pezzo raro, "grandi opere d'arte da guardare quasi con timore"; la terza, quella etnica, degli album della maturità, iniziata con l'album L'indiano e terminata con capolavori quali Creuza de mä, Le nuvole e Anime salve.


    Photo RRRemiRealRock

Come già è stato per le rielaborazioni di Bowie al Festival della Bellezza dello scorso anno, le esibizioni dal vivo di Morgan sono autentiche lezioni spettacolo che nell'esecuzione del modello innestano affascinanti evocazioni e rimandi.

Musica e parola, dunque: talento ed estro visionario innescano un dialogo tra artisti uniti da assonanze esistenziali, irriverenti giullari e insieme poeti cortesi, anime barocche, come le nuvole, che per una notte si re-incontrano ri-creando la magia di un'emozione poetica senza tempo.

E se Dante è il padre della lingua italiana, per Morgan De André è il padre della canzone italiana. Non è un caso che proprio le figure di Dante e Mozart, oltre a quella di Shakespeare, ispirano il "Festival della Bellezza – i Maestri dello Spirito". Giunto alla sua V edizione, si è ormai affermato tra le principali manifestazioni nazionali con oltre 50.000 presenze, teatri esauriti, eventi ideati in format teatrale, concerti e spettacoli unici o in anteprima nazionale, in contesti unici per storia e suggestione come il Teatro Romano, il rinascimentale Giardino Giusti e l'Arena.


Promosso dal Comune di Verona, è organizzato dall'associazione Idem con la direzione artistica di Alcide Marchioro. Ad aprire la nuova edizione, il 27 maggio, un'icona della musica contemporanea mondiale, il poliedrico compositore 
Philip Glass, con un concerto unico al Teatro Romano.

Il programma sarà disponibile a breve sul sito www.festivalbellezza.it.




Biglietti: platea € 26 più d.p.; gradinata € 18 più d.p.

Disponibili sui circuiti Geticket e Ticketone



Orario: ore 21.30



Tony Bennett a Verona ospite di Rumors Festival 2017

21:22
Tony Bennett 


a Verona 
ospite di 

Illazioni Vocali



il 18 giugno salirà sul palco 

del Teatro Romano 
grazie alla Direzione Artistica di 
Elisabetta Fadini 




Con milioni di dischi venduti in tutto il mondo, dozzine di album certificati platino ed oro, TONY BENNETT è un musicista che tocca anima e cuore del suo pubblico con la sua leggendaria vocalità e presenza scenica. La sua lunga lista di premi, ottenuti in oltre 60 anni di carriera, comprende 19 Grammy Awards, incluso il prestigioso Grammy Award alla Carriera, fanno di questo artista un vero tesoro internazionale. Le sue hit, come “Steppin’ Out With My Baby” e “I Left My Heart in San Francisco” fanno parte del tessuto della cultura musicale americana. Spesso etichettato come un brillante ragazzaccio di novant’anni, TONY BENNETT è un artista vitale all’apice delle sue potenzialità.
Il suo 85° compleanno nel 2011 vede l’uscita dell’album “Duets II”, che lo inserisce nella storia della musica facendo di Tony Bennett l’artista più vecchio con un album al primo posto della Billboard album charts. “Duets II” è il seguito dell’album “Tony Bennett Duets: An American Classic” realizzato nel 2006. Il 2012 è l’anno del 50° anniversario della hit “I Left My Heart in San Francisco”, ed è anche l’anno della realizzazione del film documentario “The Zen of Bennett”, pensato e creato da Danny Bennett, figlio e manager di Tony. Bennett è anche autore di un quarto libro “Life Is A Gift”, pubblicato nel 2012 ed entrato nella lista dei Best Seller del NY Times. Nel Luglio del 2014 viene distribuito il singolo “Anything Goes” di Cole Porter, in duetto con Lady Gaga, che anticipa l’album jazz di collaborazioni tra i due artisti “Cheek to Cheek”, uscito a settembre. L’album ha raggiunto il primo posto della Billboard 200 e per la seconda volta Bennett (che a 88 anni è l’artista più anziano ad aver ottenuto un primo posto) è in vetta alla classifica degli Stati Uniti con un disco al debutto. “Cheek to Cheek” ha vinto anche un Grammy Awards come “Best Traditional Pop Vocal Album”. Il traguardo dei suoi 90 anni, celebrati nell’agosto del 2016, è stato contrassegnato con la presentazione di “TONY BENNETT CELEBRATES 90: The Best is Yet To Come”, uno speciale di due ore in prima serata trasmesso nel Dicembre dello stesso anno, e da un CD omonimo realizzato contemporaneamente. Lo scorso autunno ha visto inoltre la realizzazione del quinto libro di Bennett, “JUST GETTING STARTED”, di cui è co-autore con il giornalista Scott Simon.

TONY BENNETT è inoltre un pittore di talento. I suoi lavori sono stati esposti in gallerie d’arte di tutto il mondo, e tre dei suoi pezzi originali sono parte della collezione permanente dello “Smithsonian Institute” di Washington, DC.
Durante tutta la sua carriera, TONY BENNETT ha impegnato il suo cuore e il suo tempo supportando cause umanitarie, unendosi anche a Martin Luther King nella storica marcia di Selma nel marzo del 1965. Tra i suoi tanti impegni per la beneficienza si citano una raccolta fondi milionaria per il Diabete, e il prestito delle sue opere per raccogliere fondi per l’American Cancer Society. Nel 2007 è stato premiato dalle Nazioni Unite. Insieme a sua moglie, Susan, TONY BENNETT, ha istituito l’ente filantropico “Exploring the Arts” (ETA), a supporto dell’insegnamento dell’arte nei licei pubblici, e che supporta al momento 33 licei pubblici di New York City e 6 scuole d’arte pubbliche a Los Angeles. Tony ha 
fondato inoltre la “Frank Sinatra School of the Arts”, un liceo pubblico di New York City, nel suo quartiere natale, il Queens.


 
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