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Nutrire il silenzio per non svanire

11:03
foto di Remi Galiazzo per Stellaclone Design, Copyright A.N.L. 2026

Il silenzio come resistenza: restare umani nell’era del rumore

In un mondo dominato da iperstimolazione, controllo e accelerazione continua, scegliere il silenzio diventa un atto di sopravvivenza intellettuale, morale e fisica.


Viviamo immersi nel rumore

Viviamo in un’epoca in cui il rumore costante non è più un effetto collaterale della modernità, ma una vera e propria struttura del sistema. Notifiche, contenuti, opinioni, urgenze artificiali e stimoli continui occupano ogni spazio possibile della nostra attenzione.

Il risultato?
Una mente sovraccarica, un corpo in tensione cronica e una progressiva perdita di profondità emotiva e intellettuale.

In questo scenario, il sistema non opprime solo attraverso il lavoro, il controllo o l’economia, ma attraverso la saturazione sensoriale e cognitiva. Il rumore diventa uno strumento di distrazione permanente.

foto di Remi Galiazzo per Stellaclone Design, Copyright A.N.L. 2026

Il silenzio come atto di resistenza

Il silenzio non è assenza.
È uno spazio attivo, fertile, generativo.

In una società che misura il valore in termini di produttività, visibilità e velocità, scegliere il silenzio è un gesto radicale. Significa sottrarsi, anche solo per un momento, a una logica che consuma corpo, mente e sensibilità.

Il silenzio:

  • rallenta il pensiero
  • restituisce profondità all’esperienza
  • permette alla coscienza di riemergere

È nel silenzio che l’essere umano torna ad ascoltare non ciò che gli viene imposto, ma ciò che è essenziale.

foto di Remi Galiazzo per Stellaclone Design, Copyright A.N.L. 2026

Il silenzio come scelta consapevole

In un mondo che accelera senza tregua, scegliere il silenzio è una decisione radicale.
Non è fuga, non è isolamento, non è rifiuto del progresso.

È un atto di autotutela.

Il silenzio non è assenza di suono, ma presenza piena. È lo spazio in cui il pensiero rallenta, la coscienza si riallinea e l’essere umano torna ad ascoltare ciò che conta davvero.

Scegliere il silenzio significa:

  • ristabilire un rapporto sano con se stessi
  • riprendersi il proprio tempo
  • interrompere il flusso di stimoli inutili
foto di Remi Galiazzo per Stellaclone Design, Copyright A.N.L. 2026

Sopravvivenza mentale e integrità morale

Il rumore non colpisce solo la mente.
Oggi la vera emergenza non è solo ambientale o sociale, ma interiore.
La costante richiesta di reazione immediata impoverisce la capacità di riflessione, annulla il dubbio e riduce la complessità del pensiero.

Difendere il silenzio significa difendere:

  • la concentrazione profonda
  • il pensiero critico
  • la capacità di elaborare esperienze autentiche

Senza spazi di silenzio, la mente diventa reattiva, non creativa.
E dove il pensiero smette di essere libero, anche l’etica si indebolisce.

foto di Remi Galiazzo per Stellaclone Design, Copyright A.N.L. 2026

Corpo, natura e bisogni vitali

Il rumore non colpisce solo la mente.
Si imprime nel corpo.

Stress, ansia, insonnia, stanchezza cronica sono sintomi di una vita scollegata dai ritmi naturali. Il corpo umano non è progettato per vivere in uno stato di stimolazione continua.

Riconnettersi con il silenzio significa:

  • ascoltare il proprio respiro
  • rispettare i cicli biologici
  • ristabilire un contatto reale con la natura

Il silenzio diventa così una forma di igiene mentale e fisica, un riequilibrio necessario per la salute complessiva dell’individuo.

foto di Remi Galiazzo per Stellaclone Design, Copyright A.N.L. 2026

Un cambio di paradigma, non una moda

Prendersi il proprio tempo non è una tendenza wellness né una moda da consumare.
È un cambio culturale profondo.

Significa rifiutare l’idea che il valore umano sia misurabile solo in termini di produttività, visibilità e performance. Significa opporsi a un trend distruttivo che appiattisce i sensi, omologa le menti e consuma l’energia vitale.

Scegliere il silenzio è scegliere:

  • presenza invece di reazione
  • qualità invece di quantità
  • profondità invece di superficie
foto di Remi Galiazzo per Stellaclone Design, Copyright A.N.L. 2026

Arte, creatività e silenzio

Ogni forma autentica di arte e creatività nasce da uno spazio di ascolto.
Prima del gesto creativo, esiste sempre una sospensione, un vuoto fertile, un silenzio.

Senza silenzio:

  • l’arte diventa rumore decorativo
  • la creatività si adatta agli algoritmi
  • l’espressione perde autenticità

Proteggere il silenzio significa proteggere la capacità umana di immaginare, creare e trasformare.


Conclusione: restare umani è una scelta

Forse non possiamo cambiare immediatamente il sistema che ci circonda.
Ma possiamo scegliere come abitarlo.

In un mondo che ci vuole sempre connessi, visibili e reattivi, fermarsi è un atto rivoluzionario.
Nutrirsi di silenzio non è rinuncia, ma lucidità.
Non è debolezza, ma forza.

Restare umani, oggi, passa anche da qui.

Testo di Mirco Galliazzo, foto di Remi Galiazzo per Stellaclone Design, Copyright A.N.L. 2026

Diodato a Vicenza in Festival 2025

10:38

 “Sotto le luci palladiane: 

Diodato regala emozioni in Piazza dei Signori”

Diodato a Vicenza in Festival 2025

Se il tramonto lento trasforma Piazza dei Signori in un dipinto dorato, l’arrivo di Diodato sul palco trasforma quella piazza in un luogo sospeso tra musica, poesia e presenza. Il 4 settembre 2025, l’artista chiude con grazia l’ottava edizione di Vicenza in Festival, regalando una serata che va ben oltre la tradizionale performance musicale.Un’artista autentico e raffinato

Proveniente da un tour teatrale già celebrato, Diodato porta a Vicenza una carica emotiva unica, fatta di luci sapientemente dosate e una voce che racconta con grazia intensa. Il concerto è concepito come un viaggio condiviso, un’esperienza in cui il pubblico diventa parte integrante della musica, grazie anche all’uso evocativo della scenografia luminosa.

Un setlist ricco di sfumature

Tra i brani più attesi emergono Un Atto Di Rivoluzione, singolo recente che riflette sull’impatto e sul ruolo dell’artista nel mondo contemporaneo, e La mia terra, vincitore di premi prestigiosi come David di Donatello, Nastro d’Argento, Targa Tenco e Premio Amnesty International Italia. Questi pezzi, insieme ad altri del repertorio di Diodato, incidono come poesie che vibrano nella notte vicentina.

La piazza, con le sue arcate palladiane e il palco ben illuminato, crea un dialogo perfetto tra storia e contemporaneità. Ogni nota sembra risuonare sulle pietre secolari, trascinando il pubblico in un momento di comunione tra arte e bellezza urbana.

In sintesi, Diodato a Vicenza in Festival 2025 è un concerto da vivere con lentezza: un’esperienza che intreccia melodie intense, architetture senza tempo e la voce di un cantautore capace di narrare l’umano con delicatezza.

Foto REMI GALIAZZO, courtesy by A.N.L.(archivio nazionale letterario) BestMagazine 2025, si ringrazia DUEPUNTI EVENTI con Mara Bisinella

Steve Hackett a Vicenza in Festival

10:22

 Steve Hackett a Vicenza in Festival

Sotto le stelle, con la chitarra di un mito

Foto LUCA SGUAZZARDO 2025

Sotto le stelle, con la chitarra di un mito

È il 3 settembre 2025, e Piazza dei Signori si trasforma in un santuario del rock progressivo. Steve Hackett, celebre chitarrista dei Genesis, sale sul palco con il suo tour “Genesis Greats – Lamb Highlights & Solo”, per celebrare i 50 anni di The Lamb Lies Down On Broadway 

Il cielo sopra Vicenza sembra ascoltare ogni nota, amplificando la potenza delle sue sei corde. Non si tratta solo di un concerto, ma di un rituale d’amore verso un’epoca e l’arte stessa della musica.

La serata si apre con brani tratti dal suo recente repertorio solista come People of the Smoke, These Passing Clouds, Every Day, Shadow of the Hierophant… successi che esaltano la sua maestria chitarristica e la ricerca sonora personale 

Poi arriva il cuore della scaletta: nove intensi brani da The Lamb Lies Down On Broadway, tra cui Fly on a Windshield, Hairless Heart, Carpet Crawlers, The Lamia, Dancing With the Moonlit Knight, impreziositi da classici come Firth of Fifth e un coinvolgente finale con drum solo e Los Endos 

Ogni nota è rifinita dalla band d’accompagnamento, composta da talenti eccezionali: Roger King alle tastiere, Craig Blundell alla batteria, Rob Townsend al sax e flauto, Jonas Reingold al basso/chitarra e Nad Sylvan alla voce. Un ensemble perfetto per ridare vita ai capolavori dei Genesis e alla musica solista di Hackett 

La magia della piazza—tra architetture palladiane e un cielo limpido—si fonde con l’energia della musica: il pubblico, ricco di appassionati, applaude entusiasta, catturato da un artista che sa ancora sorprendere. Gli utenti su Reddit raccontano di concerti “fantastici, con setlist straordinari e una band al top”, esperienze che valgono il viaggio e ogni pentimento—un sentimento perfettamente trasferibile a questa data vicentina 

Piazza dei Signori: un palcoscenico storico per una serata indimenticabile.

In sintesi, Steve Hackett a Vicenza non è semplicemente un concerto, ma un viaggio nel tempo attraverso suoni che hanno definito un’era, interpretati da un maestro che li vive ancora con passione.

Foto LUCA SGUAZZARDO BestMagazine 2025, 

si ringrazia DUEPUNTI EVENTI con Mara Bisinella

Massimo Ranieri a Vicenza in festival

10:46

Massimo Ranieri a Vicenza in Fetival

Poesia, musica e sogni in Piazza dei Signori

Un omaggio vibrante e autentico al cantautorato italiano, trasportato con eleganza da un interprete che sa coniugare memoria e modernità.

C'è qualcosa di magico nel vedere un grande artista esibirsi in una piazza storica come quella dei Signori, con la Basilica Palladiana che fa da silenzioso e nobile spettatore. Martedì 2 settembre, sotto un cielo limpido e un'aria che sapeva già un po’ di autunno, Massimo Ranieri ha regalato a Vicenza una serata che è andata oltre il semplice concerto.

Lo spettacolo — “Tutti i sogni ancora in volo” — è un viaggio tra musica, teatro e ricordi. Ranieri non canta soltanto: interpreta, racconta, respira con il pubblico. Ogni canzone è un piccolo atto teatrale, ogni pausa un momento di riflessione o sorriso. La sua voce, calda e ancora sorprendentemente potente, attraversa decenni di carriera e arriva dritta al cuore.

In scaletta, i classici immancabili come Rose rosse, Erba di casa mia e Perdere l’amore hanno fatto cantare e commuovere tutta la piazza. Ma non sono mancati anche brani più recenti, tratti dal suo ultimo progetto discografico, scritti da autori come Ivano Fossati e Giuliano Sangiorgi. Canzoni nuove, ma già profondamente sue.

A rendere il tutto ancora più speciale, una scenografia semplice ma elegante, e una band impeccabile che ha saputo accompagnare ogni emozione con misura e profondità.

Ranieri si muove sul palco con l’energia di un giovane attore,

ma con la grazia di chi sa cosa vuol dire raccontare una vita intera in una serata. Applausi, ovazioni e occhi lucidi: il pubblico vicentino lo ha abbracciato senza riserve.

Una serata intensa, intima e grandiosa allo stesso tempo.

Massimo Ranieri non è solo un artista, è un narratore dell’anima.

E Vicenza gli ha dato il palcoscenico perfetto per volare ancora una volta con tutti i suoi sogni.

Foto REMI GALIAZZO, courtesy by A.N.L.(archivio nazionale letterario) BestMagazine 2025, si ringrazia DUEPUNTI EVENTI con Mara Bisinella

Nile Rodgers & Chic Marostica Summer Festival

08:45

Foto REMI GALIAZZO, courtesy by A.N.L.(archivio nazionale letterario) BestMagazine 2025, si ringrazia DUE PUNTI EVENTI con Mara Bisinella

Funk sotto le stelle

Nile Rodgers & Chic 

Marostica SUMMER FESTIVAL

Nile Rodgers è il fondatore e anima della band, presente sia nella formazione originale sia in quella attuale.

Attorno a lui, il gruppo ha visto l’entrata e l’uscita di diversi membri, ma la line-up attuale (dal 1996 in poi) è quella che lo affianca oggi sul palco a Marostica.

C'è qualcosa di magico quando la musica riesce a far ballare un'intera piazza. È successo a Marostica, dove Nile Rodgers & Chic hanno trasformato Piazza Castello in una discoteca a cielo aperto. Nessuna nostalgia forzata, solo pura energia, ritmo e voglia di divertirsi.

Il concerto si è aperto con “Le Freak” e da lì in poi non c’è stato più modo di restare fermi. Nile, in forma smagliante con la sua inconfondibile Stratocaster bianca, ha guidato la serata come un direttore d’orchestra funky, alternando i grandi classici dei Chic a hit immortali che ha prodotto per altri: “I'm Coming Out”, “Like a Virgin”, “Get Lucky” – tutte accolte da boati e cori collettivi.

Le coriste Kimberly Davis, Naomi Rodgers e Audrey Martells hanno brillato sul palco con voci potenti e carisma da vendere, mentre la band – impeccabile – ha saputo creare un muro sonoro elegante e coinvolgente. A tratti sembrava più una grande festa che un concerto: Nile ha parlato, sorriso, ballato, raccontato aneddoti e si è concesso completamente al pubblico.

Il momento più travolgente? Sicuramente il gran finale con “Good Times”, quando tutta la piazza è esplosa in un unico, gioioso groove. E sì, anche un accenno a “Rapper's Delight” è arrivato, giusto per ricordarci che il funk ha anche inventato il rap.

Un concerto che è stato molto più di un revival: una celebrazione viva e autentica della musica che ha fatto (e continua a fare) la storia. Nile Rodgers non invecchia semplicemente si aggiorna restando fedele a sé stesso. E noi, sotto il cielo di Marostica, abbiamo ballato ogni nota.

Formazione originale (anni ’70–’83)

Nile Rodgers – chitarra, voce

Bernard Edwards – basso, voce

Tony Thompson – batteria

Norma Jean Wright – voce principale (1977–1978)

Luci Martin – voce principale

 Alfa Anderson e Luci Martin, coriste importanti nella formazione storica anni ’70–’80

Formazione attuale (dal 1996 in poi)

Nile Rodgers – chitarra, voce

Jerry Barnes – basso, voce

Ralph Rolle – batteria, voce

Kimberly Davis – voce principale

Folami Ankoanda‑Thompson – voce

Richard Hilton – tastiera

Russell Graham – tastiera

Bill Holloman – fiati

Curt Ramm – fiati

Coriste attuali di Chic (formazione dal 1996 ad oggi)

Kimberly Davis – lead vocals                                                                        ha scalato il ruolo di prima voce in Chic, con una carriera che l’ha vista protagonista di canzoni soliste e duetti. 

Naomi Rodgers – lead vocals                                                                          inserita nella line-up attuale, porta un particolare legame artistico e familiare. 

Audrey Martells – lead vocals                                                                   parte integrante del gruppo moderno, con esperienza nel coro e nella performance live. 

 
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